domenica, 11 maggio 2008

alegna 7

non parola nel bip dell'orologio assente                         il volere                          all'elettroshock

negriero al santuario                                                   il significato di costantino

un falegname appeso al figlio nel sigillo della fede//         mi scoraggia il legno

nell'orto del getsemani ulivi secolari                  io no cireneo

la pace di pianti                 il monocanto scorticato

                                         : monocromatico acceso

in un quadro puntinato

                                         : policromatico trapassa ogni bisogno

 

da questa sdraio sguscio il mio gemello biloco

tu non segreti balbetti soggiornate finte abbronzature

                                                     nella finzione il capello bagnato             piaga nel tuo utero

                                                     irriconosciuta liberami da quest'orsume

 

scommetti tra il fogliame l'umido il muschio umido a raggi infrarossi

teso il reticolo all'umido

un cenno minuscolo di foglie e di schiene  frusciare

sui tronchi e sui rami presto le ali alle isobare strusciano

come il gatto le mie labbra tra la tua gonna amante                    

 

il divano a fiorellini nella panna calva

ove il marrone incalza

sul verdeverde di selvaggia terra vergine doni il corpo

 

il trasparente sulle pietre uno stampato collante                       gioca

dall'ansa alla stampante sbuca e s'imbuta   uscita                  s'innesta

 

scarroccia la barchetta di carta                                   il messaggio alla deriva

strazio ha rotto ormeggi                                                 neonato  sgoverno  

                                                                                                   timone

 

               l'alettone è volato nella morte anche falce sa di essere inimitabile

 

ingoiai mie indecisioni in letargo aspetto

la nuova estate al linguaggio dei corpi

 

gradatamente il verde s'inverde                               in un tutto tratto dell'abisso

da un sottomondo di verde         espansionandosi

galleggia l'avanzo                    in un graffio d'ombra

un sottomondo dal quale radice si reinventa un'onda spiaggiata nel mai più

infinitesimale linfa lascia zavorrarsi

                                                           nel freddo terribile viversi

 

 

 

 

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venerdì, 09 maggio 2008

alegna 6

porzioni del dire                                           ogni spacco è un nodo

                                l'albero  lecca ferite

l'impossibile nulla                                        possibile arsura

                                il miele  dell'albero  

                                                                      il coma sanguelinfa

il non essere nell'essere il capillare

                                                                    sotterraneo amplesso

dacché libertà è cesareo del tossico

                                   sospiro quando il mare mi scopre scogli i tuoi capezzoli

aggiorno carte                             pioggia nella tosse di ciminiere

nei diserbanti

                                                      ladro nella pagina

                                                     rubo spazi alla luna

lo zig zag

                 zag zig di vie torte e dritte

                                                            piccolissime

                 le granellature                                                 sul tuo corpo di seta 

                                                          

la luce impresta la testa all'olmo nella frescura          il rossore sulla tavolozza

il fiammeggiare di cocco                                    il sole dietro il calvo del monte

scavami tiglio dentro i fiori intacca il profumo calmiere di  ipertensioni

                                                                 la voce ritardataria stelle ritardatarie

il coro dietro le quinte infiamma platee ansimi anfrattati

la scena all'infinito precipita turista nello spazio

 

esce la voce impostata nodosamente

nei  baci s'impostano scritture

 

il poeta è onda ai nodi scioglie futuri anteriori

                                                                             felicità al fuso avvolgimi

perché io resti che io fermi il tanto da cantare

i piaceri perduti                                  tra alberi decapitanti si perdono i piaceri

si scompongono i fiati                                                       paonazzo rifletto fiato

io nel tuo coassiale il mese                    coassiali tiriamo esplosioni alle cui luci

s'attacca il pensiero transumato il cammino si fa debole nel catramato ingorgo

                                                              in un microspazio di un picotempo

una picopicoluce su una macroporta macrospessorata

trafigge questa burrosa porta        ove fiamma alleggerisce il freddo a clochard

la lingua sfascia di benda la fascia al pazzo

della camicia ne ha fatto la vitanonvita di forza

assoluzione

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mercoledì, 07 maggio 2008

alegna 5

il significato sparso per arie d'aure

questo futuro sia maggio che dà in sposa i suoi fiori || deflora questo maggio ||

mi troverò al mercatino dell'usato

per ricomprare ricordi riciclati in un cartone di vecchi vestiti

libri e lezioni d'amore

il laccio intorno al quale s'appendono crepuscoli

e riluce la spirale al collo

 

spira la sera e di perle all'orecchio tace il viaggio del viale

le assenti panchine di assenti baci

il cigno innamorato del suo collo regale

fa toletta

 

il salice il suo cutino piange il leccio ombra tuoi seni la quercia s'inchina

dietro il falso ramo di riposo

 

di me nel ronzio d'api

sfocia il canto volto nello specchio il getto in cui verso fiato

 

le tue ali saltano solchi al sole soltanto

sicure squillano l'acuto godere

petto gonfio nell'arena d'orgoglio

sfata il sospetto

la scoperta va verso poli di carezze

il puro nella rozzezza

 

 

                                                            ...... e pur si muove .......

                                                          la cancellata dell'universo

 

 

il freno è il blocco dell'inesistenza

gli occhi non misurano vanno oltre l'orizzonte

giacché tu sei il moto perpetuo nell'inflessibile divenire

 

 

 

 

 

 

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lunedì, 05 maggio 2008

oh mie neviere denudamenti di fondi vestiti

non mi offrite sorbetti al limone di rodi gli angoli acri salini

io sono qui nel buco a spiare squilibri

 

cosa siete voi luci // arti al buio //

sorelle nell'essere sapevo nel verde regni di lillà estremi cactus

robot cips e microcips vanghe e falci critiche

bosco nella columbus arborescenze nel calesse paese stallatico

occhi invincibili permanenti

laghi trasparenti in un corpo di verde e d'azzurro

impadronitemi della scenografia attribuitemi memoria

perch'io possa recitare dal vero il vero che ti dirò

dubbio irriverente scivolerà crudele in controcorrente

la foce il delirio il mare in delirio il fiume al paradosso di secche piogge

gerarchia genetliaca è ansa a sfogo

                                     dimentico per un attimo che sono in comunione di beni

// fonte certa di divisione //                                                                una favola il tuo corpo nella schiuma della dea

                                                                                                             nella realtà

scompare quando il vero è rozzamente                                                 nel senno

                                       divoro il bianco indomabile                           protettore

è di me lo sconcerto sul trapezio nel triplo salto mortale         // senza rete  //

                                           || vecchia trasmissione socialpopolare ||

alegna 4

 

l'abisso che a nessun scandaglio è dato di toccare

questo trapiantato abisso di cui ebbe inizio lo scoprire il profumo tra le alghe

il disavanzo nell'acqua placentaria di chi porta il peso della terra

il cavallo rinverdisce si confusiona a paglia secca a percoco marcio

in una scorza verderosso d'anguria in un verde di freschezza

 

            mastico pula al vento nel vento dentro il grano si rintana nella

fessura pruriginosa d’amplesso

                                                                                               di luce è giovinezza

la madre s'aggrinzisce nella placenta la fu ricchezza        

||      nonna scava il futuro spezza la goccia col dito nella preghiera del piattino  alla nipote      ||                                                                                           

che senso ha quando la si getta nel bidone dei rifiuti speciali

una nuova vita essa darà ai cani io

che nella notte al latrato complice la notte

sbranerò pure il sacchetto

nella disattesa del custode l'attimo un giro di bianco e poi la notte nelle budella

latrato tace a lungo una passione pure la canzone di bougainville

la gioia vissuta in un capanno ancora preme o forse il futuro il sinonimo

per smacchiare pareti d'un'interno

 

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domenica, 04 maggio 2008

alegna 3

c'è il virginale doppio nel quale spesso accordi 

su toni bradi

nessuna gelosia trafigge costati nell'essere libertà

esiziale il mercato all'essere longino affonda

sorgente s'adegua a nuovo concepimento

                                                        angelo      annuncio

il mal di patria concepisco tra paglia e madia il pane/padre

oh equilibrio nell'ignoto

non è il petto che canta

è la funzione in ceneri la finzione nel modesto profumo

a strappare tende al figlio

il fuoco eterno nel figlio

in un parcheggio indefinibile incustodibile

padre insordito d'ansia srotolo sillabe gelide a stanze d'arazzi

ai tuoi vestiti

                   il mio - solo - negli occhi solo i miei

disotterrativa depressione

                   ai miei specchi colgo

 

sono l'amante provoco medusa rimprovero scolorata rena

il letto non era quello che brezza ebbe voglia

quando istinto rincorre nello scroto

non è quest'amantare selvaggio a darsi  moltiplicare che voglio

il mio è riavvilcolare il segno del tempo l'anima favorevole

un'anima che sia tessitura a cimase a raggi

di mangiatoie  magie di magi

gli incensi di convinzioni / purificazioni

 

disinquina lingua

il bosco sarà vocabolario

intrecci gestisuoni

la voce dell'uomo già voce prima di nascere

 

crolla l’amplesso impennato nell'idea più dannosa d'un frantoio

segretamente distrugge il ponteradio d'amori cupissimi

s'interrompe la poesia estirpata

si spegne l'assedio eco nel grido contro cime adulte

appena passato tempo

per queste vie assestamenti scrosci immediati

solo la buona notte per dissetarmi alla tua voce baleni d'acque

il quello nutrito

annuncio tappi a coronarie strappate

tu soffi aliti nell'aia cardiaca

io la valva disgiunta dal coltello

tu perla più ad oriente

 

 

 

 

 

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martedì, 29 aprile 2008

alegna 2

ahio cieco cerco canto mi pugnalo di carezze sul sentiero / dissidio

tu mi spalmi il buio nella piena della gioia a goccia a goccia mi evadi

mi sfaccio di faccia simula sera la vista s'incolla

quando i lampioni danno l'ultimo guizzo alla luce

non bucare le pupille donami le tue cornee per vedere meglio il corpo

vellutato di mammole

il fiume andrà in secca                                    precarietà

ormeggio nella cascata                                   e già penso agli occhi nelle rapide

                                                                       grave

è appesa la vite                                             il sangue nello zucchero della terra

acino non io è l'ombra                                                                     segue cammino

lascio a te le strette al petto quando documento lo sbarco alle autorità

portuali

e scegli tu la più dolce al giorno

siamo noi il discorso colloquiale                                 una corrida sul calendario

in un maelstrom                                                                                  il rito civile

la nostra faglia in una stola di gigli                              vocativo profumo non dormire

sveglia la nostra casa i muri le piante

le vette il carnevale di confetti di odoroso talco        

allettante la pesca di beneficenza                   il ballo in maschera per le strade

ove anche i più tarlati sparano stelle            e coriandoli ad un cielo di potenza

 

il nostro cielo

cercherò ricchezze in una brocca dove il latte conserva il fresco

e la ginestra spalma                                    il profumo sul palmo della notte

e tutto lucia intorno                                                                             interno me

il carbonaio lustra l'anima                                    forbisco il fiore sulla roccia

 

dura madre a partorire disprezzo serrato in te                di me non vedo traccia

 

quante cicale cantano su e intorno all'albero                non hanno pane ma solo

canto di cicale

 

sa di foiba il sangue pulsare nelle lancette             un muro d'occhi sul sentiero

la finestra aperta allo zampillare di stelle                                  dissellano i miei

schizzano altri in uno sciame di lucciole                               argentoro dell'ora

e l'odore della paura soffia dalle narici della notte

 

tremo ad un bacio la prima volta d'un bacio               su un divano strausato
postato da: manfredonia alle ore 21:28 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 29 aprile 2008

alegna 2

ahio cieco cerco canto mi pugnalo di carezze sul sentiero / dissidio

tu mi spalmi il buio nella piena della gioia a goccia a goccia mi evadi

mi sfaccio di faccia simula sera la vista s'incolla

quando i lampioni danno l'ultimo guizzo alla luce

non bucare le pupille donami le tue cornee per vedere meglio il corpo

vellutato di mammole

il fiume andrà in secca                                    precarietà

ormeggio nella cascata                                   e già penso agli occhi nelle rapide

                                                                       grave

è appesa la vite                                             il sangue nello zucchero della terra

acino non io è l'ombra                                                                     segue cammino

lascio a te le strette al petto quando documento lo sbarco alle autorità

portuali

e scegli tu la più dolce al giorno

siamo noi il discorso colloquiale                                 una corrida sul calendario

in un maelstrom                                                                                  il rito civile

la nostra faglia in una stola di gigli                              vocativo profumo non dormire

sveglia la nostra casa i muri le piante

le vette il carnevale di confetti di odoroso talco        

allettante la pesca di beneficenza                   il ballo in maschera per le strade

ove anche i più tarlati sparano stelle            e coriandoli ad un cielo di potenza

 

il nostro cielo

cercherò ricchezze in una brocca dove il latte conserva il fresco

e la ginestra spalma                                    il profumo sul palmo della notte

e tutto lucia intorno                                                                             interno me

il carbonaio lustra l'anima                                    forbisco il fiore sulla roccia

 

dura madre a partorire disprezzo serrato in te                di me non vedo traccia